IN THE CUT

Regia di Jane Campion


Ho preso il film nello scaffale “horror” della videoteca.
Non è un horror, e neanche un thriller o un giallo.
Niente di tutto questo.
Ogni immagine è una fotografia, sono i sensi a parlare insieme ai gesti nello spazio.
La trama si svolge lenta e senza un mordente, c’è una densità lenta, ci sono incontri di corpi, di diverse intimità. E’ un film carnale sopratutto. Al centro la protagonista e la sua relazione con il desiderio.
[attenzione spoiler]
Non stiamo con il fiato sospeso per scoprire chi è l’assassino/a, non inquieta la relazione ambigua con il detective: sono cose che rimangono sullo sfondo. Neanche la morte della sorella accelera le pulsazioni, anzi ci fermiamo con Meg Ryan nell’abbraccio di commiato. Si è dentro al dettaglio ed il senso generale non ha consistenza, come non hanno consistenza i flashback immaginari in bianco e nero.
Non si riesce ad esplorare l’agitarsi ambivalente delle passioni che percepiamo come vaghe intuizioni esclusivamente grazie alla pienezza e densità delle immagini che si caricano interamente del compito di dare senso alla pellicola. Sacrificato il convincente cast senza il sostegno di una sceneggiatura forte. Un gran peccato.

Produzione: U.S.A. 2003
durata: 120′
Interpreti: Meg Ryan, Mark Ruffalo, Jennifer Jason Leigh, Nick Damici, Sharrieff Pugh, Kevin Bacon, Sunrise Coigney, Michael Nuccio, Alison Nega, Dominick Aries, Susan Gardner, Heather Litteer, Daniel T. Booth
Sceneggiatura: Susanna Moore, Jane Campion (tratto dall’omonimo romanzo di Susanna Moore)
Fotografia: Dion Beebe
Montaggio: Alexandre De Franceschi
Scenografia: David Brisbin
Costumi: Beatrix Aruna Pasztor
Colonna Sonora: Hilmar Örn Hilmarsson

Altri commenti
Natalia Aspesi per repubblica.it 

Raffaella Giancristofaro per “Duellanti”
Stefano Selleri per Spietati.it

 

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