Incontro su lavoro sessuale, scuola estiva.

Di seguito quello che -più o meno- ho letto velocissimamente martedì scorso in occasione dell’incontro “Lavoro sessuale, scelte, diritti, autodeterminazione” durante la “Scuola estiva di politiche di genere “ organizzata da BeFree, cooperativa sociale contro tratta, violenze e disciminazioni. Sono intervenute, in modo decisamente meno “ingessato” di me, Pia Covre (Comitato Diritti Civili delle Prostitute), Oria Gargano (Be Free) e Stefano Ciccone (Maschile Plurale).

«(…)Sono felice di avere l’occasione di scambiarci opinioni rispetto ad una questione sulla quale non è frequente ritrovarsi a ragionare insieme, soprattutto tra chi ha posizioni diverse. Sicuramente l’obiettivo non sarà l’essere esaustive/i, ma cercare di far dialogare queste diverse posizioni per scendere in profondità, o almeno mettere in comune percezioni ed analisi e allargare il discorso dalla contrapposizione “pro/contro”, quando al centro ci sono le vite concrete di tante donne diverse.

Il tema centrale del nostro incontro è quindi proprio questo: “vendere prestazioni sessuali può essere considerato un lavoro?”

Dal mio punto di vista di femminista io penso proprio di sì.
Ora, fatta la mia dichiarazione ed essendomi posizionata, passo a quello che ho più a cuore, a quello che mi interessa discutere, perchè credo che sia la questione che “sta-sotto” ai ragionamenti su “prostituzione/sex work”:

La sessualità è intrinsecamente qualcosa che porta con sé una specificità? Continue reading

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Il mio collettivo

Il mio collettivo era bello.
Il mio collettivo era bello perchè mi ha salvato la vita.
Nel mio collettivo c’erano tante donne diverse, qualcuna se ne andava, qualcuna arrivava e qualcuna ritornava a intermittenza.


Prima del mio collettivo provavo una seria avversione per le donne. Le trovavo insopportabili, salvo rarissime eccezioni. Continue reading

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Olimpiadi 2012 “Una grande famiglia felice”

A me i “grandi eventi” raccapricciano, anche per motivi esclusiavamente personali…ma -ovviamente- c’è dell’altro, e se è vero che la sostanza cambia relativamente nel tempo è anche vero che la forma esprime sempre più evidentemente la merda che sta alla base di questi eventi e che prende sempre più spazio. Non ho molto altro da aggiungere all’articolo che riporto di seguito. Buon divertimento.

“Le olimpiadi dell’ansia”
One big happy family. Just don’t put a foot wrong. The Olympic Park will be a politics-free zone. But the Games are one of the biggest political statements going.
Una grande famiglia felice. Basta non mettere un piede in fallo. Il Parco Olimpico sarà una politics-free zone. Ma i giochi sono una delle più grandi dichiarazioni politiche in corso.

articolo di Laurie Penny, pubbliato su “the Independent” e tradotto su Internazionale 959 del 27 luglio 2012 a pg 34.

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I racconti erotici di Slavina

“Racconti erotici per ragazze sole o male accompagnate”
ISBN: 8860042569
EAN13: 9788860042569
Autore: Slavina
Editore: Giulio Perrone Editore
110 pagine
Non leggo molta letteratura erotica, e tralascio anche il concetto di “letteratura erotica”, su cui si potrebbe discutere. Il libro l’ho letto perché l’ha scritto Slavina e perché s’inserisce in un percorso personale e politico che mi riguarda e che riguarda pratiche di sovversione (si, sovversione) e resistenza che investono vissuti reali.
Il sesso, gli incontri, le esperienze erotiche sono dimensioni in cui, in modo preponderante, il “politico” e il “personale” si esprimono evidentemente e “naturalmente” avvinghiati.
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Genova non è finita

 

 

 

 

 

….e si respirava già a Napoli

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#save194

foto tratte da “Anti-Personhood Campaign Photo Shoot”

Leggo, aderisco e anche io copio e incollo -con aggiunta di link e foto- un post pubblicato a partire da Loredana Lipperini (Daje! Copincolla anche tu!).

 

“Sembra, ogni volta, di dover ricominciare da capo. Facciamolo, allora, e partiamo da una domanda. Questa: “tutte le donne italiane possono liberamente decidere di diventare madri?”. La risposta è no.

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Social N

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Schizzi nella sera.


 

 

 

Così. Piccoli esperimenti. (…)

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#Diaz, il film

Nota per “caregivers”*: in Italia il film è classificato “T” (per tutti) mentre io credo proprio non sia assolutamente adatto a tutt*. Ne consiglio la visione dai 15-16 anni in su, magari dopo aver approfondito il tema con ricerche, letture e visioni condivise di documenti, video autoprodotti e d’archivio. Credo che effettivamente la visione possa turbare e atterrire. In generale credo sia opportuno prestare molta attenzione a ciò a cui vengono esposte/i le/i minori, so che è argomento controverso, ma schiettamente non condivido una diffusa leggerezza in quest’ambito.

Ci tengo a scrivere, anche se al volo, qualcosa su questo film.
Premetto che non esco quasi mai, per questioni personali e se vado al cinema è un pò un “evento” in sé. Continue reading

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In due parole

Volevo scrivere due stronzate per sollevarmi il morale dai miei banali problemi quotidiani, più o meno assillanti,  a seconda dell’umore e della lucidità. Accendo il pc e leggo solo brutte notizie, che non sono solo brutte notizie. A parte il dramma e i lutti -ma come si fa a metterli da parte???!!?!- le notizie di questi giorni fanno raggelare il sangue, e non ho più voglia di niente, tanto meno di scrivere quelle due battute che spesso mi fanno andare a letto con la sensazione di avere l’ultima parola sulla giornata.

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